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Oggi è: mer 19/06/2019

Un’indagine sui designer italiani

Logo Designers' InquiryDesigners’ Inquiry, è un interessante progetto-inchiesta del Cantiere per pratiche non-affermative, un’indagine sul profilo sociale ed economico di chi oggi si definisce “designer”, intendendo con questa parola un ampio raggio di competenze spesso sovrapposte (grafica, prodotto, web, animazione, moda, illustrazione, architettura, ricerca, eccetera).
Il progetto si è concretizzato nell’aprile 2012 attraverso un questionario anonimo, compilabile online, che in due mesi ha ricevuto 767 risposte. La pubblicazione Designers’ Inquiry è il racconto dei dati e delle testimonianze raccolti in quella frazione di tempo.

In sintesi i risultrati dell’indagine (da Draft.it)

Profilo
Il profilo del designer medio è ben definito: ha tra 26 e 30 anni, non ha figli, ha un background di formazione universitaria di primo o secondo livello (in totale, 66%).
Nessuno dei due genitori faceva un lavoro legato alla creatività o alla comunicazione. Vive in affitto (42%) o in una casa di proprietà dei genitori o del partner (38%), mentre pochissimi (16%) possono permettersi una casa di proprietà. Lavora in una grande città (42%), principalmente nel nord Italia (66%).

Contratto
Il 41% dei designer sono liberi professionisti a Partita IVA; se a questi aggiungiamo i titolari di studio, la percentuale supera il 50%. Vuol dire che un designer su due si è assunto il rischio d’impresa e le difficoltà nel gestire un lavoro precario e in costante lotta con clienti, prezzi, sicurezza economica.
I dipendenti sono il 22% (29% se contiamo gli stagisti): di questi, solo un quarto (25%) ha un contratto a tempo indeterminato. Tutti gli altri si dividono tra co.co.pro (27%), tempo determinato (13%), apprendistato, tirocinio formativo e così via. Anche qui è facile percepire la drammatica situazione lavorativa italiana: tre dipendenti su quattro vivono in condizione di precariato.
In media, la maggior parte dei designer (42%) lavora tra 35 e 55 ore a settimana – cioè, tra le 7 e le 11 ore al giorno.

Soldi
Il reddito medio mensile si aggira intorno ai 1000 euro (17%), con alcune preoccupanti percentuali al ribasso – ad esempio, ben il 16% dichiara di guadagnare meno di 5000 euro l’anno, circa 500 euro al mese. Se pure lo stipendio viene pagato mensilmente (28%) o a fine progetto ma in ritardo (20%), più della metà non si vede riconosciuta lo straordinario (56%).

Soddisfazione
A fronte di una scarsa soddisfazione economica, sembra che il lavoro del designer renda felici. Oltre il 70% è “molto appassionato al proprio lavoro”; purtroppo, quasi la stessa percentuale dichiara di essere abbastanza o poco gratificata rispetto alle proprie ambizioni; e il 50% del totale è delusa dalle proprie condizioni di lavoro attuali.

Ambiente di lavoro
Più di un designer su tre lavora sia a casa che in ufficio. Molto spesso (25%) lavora mentre mangia, e ancora più spesso (39%) lavora fino a notte inoltrata.

Mamme Designer
Il fatto di essere donna o volere dei figli sembra ancora attuare una certa discriminazione sul luogo del lavoro: perché non si è abbastanza competitive sul mercato, o perché non si riesce a garantire una dedizione al progetto senza limiti di tempo ed energia. Non a caso, il 29% degli intervistati non riesce a conciliare famiglia e lavoro, e ben il 40% rimanda il fatto di avere figli a tempi migliori.

La Figura del Designer
Quasi l’80% dei designer crede che la società comprenda poco o per niente il loro lavoro in termini di ruolo e operato. I commenti sono in questo senso illuminanti: “Tutta la parte creativa e di ideazione spesso non viene considerata lavoro perché non tangibile come quella di un operaio” oppure “Troppe volte veniamo trattati come l’ultima ruota del carro. Quella del designer non è ancora vista come una figura lavorativa cardine nel complesso lavorativo”.

I risultati dell’indagine sul sito Designers’ inquiry »